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L'attenuarsi dell'ottimismo per gli accordi commerciali indebolisce il dollaro
L'iniziale slancio del dollaro, generato dal dietrofront di Trump sui dazi cinesi, si è rapidamente esaurito.

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La crisi in Medio Oriente ha per il momento un impatto contenuto sul mercato delle valute principali, che continua a essere guidato principalmente dai numeri dell'inflazione e dalle comunicazioni e decisioni delle banche centrali.
La principale notizia sui mercati finanziari continua a essere l'inarrestabile rialzo dei tassi d'interesse a lungo termine a livello mondiale, guidati dai Treasury statunitensi.
La tendenza al rialzo dei tassi e del dollaro USA non si è arrestata la scorsa settimana. Tuttavia, i dati inequivocabilmente positivi sull'inflazione negli Stati Uniti e nell'Eurozona hanno invertito in parte le tendenze venerdì, facendo sperare che si sia vicini al massimo dei tassi e che le valute europee abbiano toccato il minimo.
Le dichiarazioni falco della Fed, che suggeriscono che il FOMC potrebbe aumentare ancora i tassi e che non ha fretta di tagliarli hanno fatto sì che i tassi d'interesse tornassero a salire in tutto il mondo.
L'evento principale della scorsa settimana è stato il rialzo deciso dalla BCE, il quale si pensa che possa essere l'ultimo per ora, secondo un apparente compromesso tra falchi e colombe.
L'economia statunitense continua a sovraperformare rispetto all'economia globale e il dollaro ne trae vantaggio.
La situazionemacroeconomica non è cambiata molto la scorsa settimana. L'economia statunitense e quella europea continuano a divergere. I primi stanno vivendouna crescita solida e un'inflazione moderata, mentre i rischi di stagflazione stanno aumentando dall'altra parte dell'Atlantico.